
Stefano Pensotti: CON UN CERTO SGUARDO
13 Aprile 2023-21:00 - 23:00
Con un certo sguardo
(A different take)
La più grande intuizione?
“La foto di un soggetto eccezionale non è automaticamente una foto eccezionale! La fotografia è sempre irrimediabilmente infedele al suo soggetto, me ne sono reso conto 25 anni fa nella valle dell’Omo River in Etiopia, fotografando le etnie che li vivono. Mi sono reso conto che stavo “rifacendo” il lavoro che Angela Fisher e Carol Beckwith avevano fatto dieci anni prima. Loro avevano documentato, in modo serio ed elegante, le etnie del Sahara, del Maghreb, del Corno d’Africa; attraverso immagini rigorose che ci illustravano quelle popolazioni presentandoci i loro gioielli, abiti, le decorazioni corporali, le acconciature delle donne e degli uomini. Che senso aveva rifare queste immagini 10 anni dopo? Non si è “Fotografi” se si riproducono le stesse immagini già scattate da altri fotografi, senza attingere dalle proprie esperienze, senza una visione personale, se non si va oltre che al semplice click! Da quel momento in poi ho cercato le mie storie, il mio sguardo: la fotografia ha un senso quando trova soggetti davvero originali, quando è la narrazione della “propria, individuale percezione del mondo”. Una delle possibilità della fotografia sta nello svelare qualcosa di nuovo, di personale, di rivelatorio. Questa narrazione rappresenta il modo che l’essere umano possiede per far conoscere un fatto accaduto, e la via attraverso cui dare forma alla propria identità. Narrazione che non è mai il riportare “fedele” della realtà, in quanto la percezione di quest’ultima è soggetta all’interpretazione dell’osservatore. Ciò che è nella mia realtà è una selezione interpretativa della realtà. Non esiste una realtà universale ed un unico modo di percepirla; la realtà è relativa alla percezione che ognuno ha di essa e il suo significato è strettamente personale, sociale e culturale. Narrare rappresenta, quindi, un’operazione di consapevolezza in quanto equivale a costruire una propria visione di sé stessi e del mondo: sono io come narratore che, nel momento in cui racconto qualcosa, opero una selezione, un’organizzazione del materiale disponibile.
BIO
Sono nato nel 1959 tra le montagne della Valsassina ed ho iniziato a fotografare quando ero un bambino, rubando la fotocamera di mio fratello maggiore. A quattordici anni inizio ad apprendere le tecniche di camera oscura: rapito dal fascino del processo analogico esploro da autodidatta le alchimie del processo di sviluppo e stampa in bianco e nero. Seguono anni di assidua frequentazione, sino alla fine degli anni ottanta, degli ambienti fotografici di Milano, storie, personaggi e gallerie che segnano profondamente il mio fare fotografia sia sul piano linguistico che su quello concettuale. La passione per la fotografia è andata aumentando di pari passo con quella per il viaggio al punto da farne una professione che sfocia nelle prime pubblicazioni negli anni novanta. Quello che ho capito della fotografia è che è tutta una questione di tempo, tanto tempo per vivere qualcosa di intenso da raccontare agli altri, per raggiungere una comprensione più profonda e complessa del mondo intorno a te. Altrettanto tempo poi occorre per sviluppare una propria voce “fotografica”. Fotogiornalismo, moda, ritrattistica, nudo, macro e micro fotografia; ho sperimentato i molti generi della fotografia, per scoprire quale fosse la “mia fotografia”. Alla fine la fotografia diviene l’espressione esatta del tuo “essere” in un dato momento, un linguaggio con cui dare voce ai tuoi pensieri e alle tue opinioni sul mondo intorno a te. Reportage pubblicati sui principali magazine italiani e 12 volumi fotografici pubblicati in Italia, Libia, Francia ed Inghilterra. Tra i numerosi riconoscimenti internazionali nel 2007 premiato al Premio Chatwin – camminando per il Mondo, nel 2009 premiato al Polaris Photo Contest, nel 2016 premiato al Siena International Photo Award, nel 2018 Vincitore Assoluto del TPOTY Travel Photographer of the Year (dalla prima edizione del 2003 è il primo italiano ad essere nominato fotografo dell’anno). Il mio lavoro oggi ruota attorno al reportage geografico, alla fotografia corporate e ritrattistica. In 35 anni ho viaggiato in oltre 50 Paesi, in Europa, Africa e Asia, per la produzione di servizi fotografici o accompagnando piccoli gruppi di Viaggiatori – Fotografi. Collaboro con agenzie internazionali di rappresentanza di fotografi Marka di Milano e Age Fotostock, e con editori italiani, francesi, inglesi. Base a Milano e Dakar.



